giovedì 15 novembre 2012

ROVIGO, BABY SITTER 16ENNE RESTA INCINTA. "VIOLENTATA DAL VICINO DI CASA NIGERIANO"

 
ROVIGO - Stuprata e messa incinta dal vicino di casa dove si recava a fare la baby sitter e poi costretta ad abortire. L’aguzzino, un nigeriano 46enne, è stato rinviato
a giudizio per violenza sessuale e sarà processato il 23 febbraio. Il nigeriano, difeso d’ufficio dall’avvocato Dania Pellegrinelli, è stato rinviato a giudizio dal giudice Carlo Negri; la vittima è una 16enne assistita dall’avvocato Paola Malasoma. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Stefano Longhi.
Tutto si è svolto nel marzo scorso in un’abitazione di un centro nei dintorni del capoluogo e la ricostruzione si basa su quanto denunciato dalla vittima ai carabinieri: l’imputato anche ieri mattina non si è presentato. Ogni mattina la 16enne si reca nella casa dei vicini nigeriani per accudire le due figliolette della coppia. La madre esce di casa prestissimo per recarsi al lavoro, così la 16enne alza, pulisce, veste, prepara la colazione alle due bambine che poi sono portate all’asilo del padre. Il tutto in cambio di circa 200 euro al mese. Ma un giorno l’uomo, quando la 16enne entra nella stanza delle figliolette per prendere un calzino, le balza alle spalle, chiude la porta, la getta sul letto e la violenta. Un rapporto completo, tanto che la giovane rimane incinta.

'NON DIRE NIENTE A NESSUNO' Una violenza interrotta solo dal pianto di una delle bambine. L’uomo si riveste, raccoglie le figlie, dice alla giovane «bevi un bicchiere di acqua e sale per evitare un’eventuale gravidanza», ed esce minacciandola: «Non dire niente a qualcuno, taci». La 16enne ritorna a casa e non racconta nulla dello stupro.
Ma dopo poche settimane scopre di essere incinta e racconta tutto alla madre, la donna si rivolge subito ai carabinieri ai quali la ragazzina denuncia lo stupro subito nell’abitazione del vicino di casa. I militari informano il sostituto procuratore Sabrina Duò e scatta l’inchiesta che giunge all’udienza preliminare di ieri mattina, con la particolareggiata ricostruzione fornita dalla 16enne che viene ritenuta molto attendibile in ogni fase della vicenda giudiziaria. Oltre a rivolgersi ai carabinieri, la madre chiede l’intervento degli assistenti sociali e la figlia viene seguita nel delicato percorso che giunge sino all’interruzione di gravidanza effettuata all’ospedale civile cittadino.
Il 23 febbraio la vicenda verrà sviscerata davanti ai giudici del Tribunale, una storia delicata e con con alcuni aspetti da chiarire; compreso il fatto che, nonostante quanto avvenuto, vittima e stupratore siano ancora vicini di casa e l’uomo sembra che spesso importuni la 16enne.

Nessun commento:

Posta un commento