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domenica 21 ottobre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
martedì 9 ottobre 2012
giovedì 30 agosto 2012
venerdì 27 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
sabato 30 giugno 2012
UN VACCINO "DI GENI" PER SMETTERE DI FUMARE
QUATTRO FARMACI IN UNA PILLOLA PER COMBATTERE L'AIDS
Una nuova compressa combina quattro farmaci,
rendendo più facile la terapia giornaliera per i malati
venerdì 15 giugno 2012
lunedì 4 giugno 2012
CANCRO AL SENO, NUOVA TERAPIA RIDUCE DEL 35% LA MORTALITÀ
CHICAGO - Contro il cancro al seno nella forma più avanzata oggi c'è una
nuova arma efficace. Si tratta di una terapia sperimentale che utilizza
un anticorpo, il trastuzumab, 'armatò di una potente tossina che arriva
in modo mirato a colpire le cellule cancerose. Il trattamento si chiama
T-DM1, ed ha portato ad una aumento della sopravvivenza 'assolutà -
ovvero senza la progressione della malattia - di 3,2 mesi (cioè di oltre
il 50%), con un dato di 9,6 mesi contro i 6,4 mesi del gruppo di
controllo. Così, il nuovo trattamento riduce del 35% il rischio di
peggioramento della malattia o di morte. Il farmaco è stato messo a
punto nei laboratori dell'azienda americana Genentech, parte del gruppo
farmaceutico Roche. Il risultato arriva dallo studio Emilia condotto su
1.000 donne, e secondo gli oncologi segna un grande passo avanti nella
lotta contro questo tipo di neoplasia. I dati sono stati presentati al
Congresso della società americana di Oncologia clinica (Asco) in corso a
Chicago. I numeri sono per gli esperimenti estremamente indicativi:
dopo due anni, il 65,4% delle pazienti trattate con T-DM1 nell'ambito di
questa sperimentazione di fase 3 erano ancora in vita, rispetto al
47,5% del gruppo di controllo. Le pazienti del campione erano tutte
affette dal cancro al seno del tipo HER2 - positivo, una forma
particolarmente aggressiva che rappresenta circa il 20% di tutti i casi
di tumore al seno. Altro aspetto è la minore tossicità del nuovo
trattamento rispetto a quelli già utilizzati: le donne malate, infatti,
hanno minori effetti collaterali e non perdono i capelli durante la
terapia. Il nuovo farmaco, rilevano gli oncologi, apre dunque la via ad
una inedita classe di agenti anti-cancro più efficaci e con minore
tossicità. La domanda per la immissione sul mercato del nuovo
trattamento, secondo quanto indicato da Roche, dovrebbe essere ora
esaminata dall'ente statunitense per i farmaci SDA secondo una procedura
accelerata.
domenica 27 maggio 2012
COME COMBATTERE L'ANSIA
Questo articolo poteva intitolarsi “Come aumentare la propria capacità introspettiva” perché è proprio così che si potrà trovare la via che condurrà ad una vita priva di ansia.L’ANSIA e’ un processo deduttivo di chi è stato troppo spesso gravato da forti responsabilità in tenera età e quindi forzato a condurre una vita al di sopra dei suoi mezzi emotivi, sviluppando così un graduale incofessato bisogno di sicurezza e di protezione. (cit. Dottoressa Anna Maria Sepe).
Se qualche tempo fa vi abbiamo suggerito un esercizio per alleviare
stress e ansia, questa volta parleremo di come fare per aumentare la
propria capacità introspettiva, l’autoconsapevolezza. Si tratta di un
esercizio molto diffuso nelle tecniche terapeutiche
cognitive-comportamentali. Il cosiddetto protocollo “CEPA” e Pensiero
Alternativo.
Spesso capita che un soggetto si sente in preda all’ansia e non riesce
ad individuarne le ragioni. E’ per questo che risulta utile il
protocollo CEPA, serve ad intercettare i cosiddetti “trigger“, gli
inneschi dell’ansia. I trigger sono differenti da soggetto a soggetto,
ma un luogo comune è legato al “timore del giudizio“. Aumentare la
propria capacità introspettiva e la propria autoconsapevolezza a lungo
andare, farà diminuire sensibilmente i disturbi d’ansia; dalla
definizione citata poco prima, si deduce che l’ansia insorge quando il
soggetto non ha abbastanza mezzi a disposizione per gestire un’emozione
e, per questo, finisce per non elaborarla, quasi come se la cancellasse.
Il problema è che nessuna emozione viene cancellata e queste
ritornano sottoforma di vari disturbi, tra cui, l’ansia. Aumentare la
capacità introspettiva significa imparare a riconoscere le proprie
emozioni ed imparare a gestirle. La parola CEPA è l’acronimo di quattro
parole che rappresentano quattro differenti fasi: Contesto. Emozione.
Pensiero. Azione.
L’esercizio prevede la compilazione del protocollo ogni qual volta
insorge l’ansia. Su un foglio bisognerà scrivere tutto ciò che il
soggetto prova in quel momento (Emozione), cosa sta pensando (Pensiero),
in che contesto si trova e l’azione che ne consegue. Di seguito è
riportato il primo CEPA di un soggetto ansioso.
C: sono dal medico, in sala d’attesa. C’è troppo da aspettare anche se il mio appuntamento era 20 minuti fa.
E: ansia acuta, tensione, tristezza, frustrazione.
P: vorrei chiedere alla segretaria spiegazioni, ma poi cosa penserà di me?
C: sono dal medico, in sala d’attesa. C’è troppo da aspettare anche se il mio appuntamento era 20 minuti fa.
E: ansia acuta, tensione, tristezza, frustrazione.
P: vorrei chiedere alla segretaria spiegazioni, ma poi cosa penserà di me?
Che sono scortese e impaziente.
A: resto seduta per altri 20 minuti, se non si sbriga vado via.
Il CEPA darà la possibilità di tenere un tracciato delle proprie attività emotive. L’esempio riportato è piuttosto banale. E’ chiaro che il soggetto ansioso teme il giudizio della segretaria, è chiuso, introverso e non riesce ad imporsi; anche se è ovvio che sta subendo un disservizio, il soggetto si accontenta di andare via e sprecare 40 minuti, piuttosto che chiedere spiegazioni alla segretaria. In tal caso la sensazione di frustrazione crescerà innescando un circolo vizioso.
A: resto seduta per altri 20 minuti, se non si sbriga vado via.
Il CEPA darà la possibilità di tenere un tracciato delle proprie attività emotive. L’esempio riportato è piuttosto banale. E’ chiaro che il soggetto ansioso teme il giudizio della segretaria, è chiuso, introverso e non riesce ad imporsi; anche se è ovvio che sta subendo un disservizio, il soggetto si accontenta di andare via e sprecare 40 minuti, piuttosto che chiedere spiegazioni alla segretaria. In tal caso la sensazione di frustrazione crescerà innescando un circolo vizioso.
Analizzando il CEPA, il soggetto ansioso dovrà capire che l’ultima
fase, l’Azione, deve essere corretta ma prima ancora di questa,
bisognerà agire sulla Fase P (pensiero). E’ da qui che nasce l’esigenza
di sviluppare un pensiero alternativo, per fare ciò bisognerà essere
piuttosto riflessivi e razionali perché la gran parte delle volte il
pensiero è basato su paure infondate, irrazionali, o meglio, il pensiero
è basato sulle cosiddette “credenze“, delle convizioni intrinseche ed
erronee che il soggetto ha sviluppato nel corso della sua vita, in
particolar modo nel periodo dell’infanzia. Vediamo insieme un altro
esempio di CEPA con Fase P alternativa.
C: manca una settimana al mio esame, è domenica. Sono a casa, nella mia camera, mentre nel salotto ci sono ospiti.
E: paura, rabbia, ansia fortissima, tensione, frustrazione.
P: sono una buona a nulla, non riesco a terminare il mio capitolo. L’esame fallirà. Morirò.
Pensiero Alternativo: gli ospiti in salotto mi distraggono, sono molto stanca, è domenica, dovrei anche svagarmi. Ho ancora una settimana per l’esame. Forse studiare con qualcuno oppure uscire un po’ mi aiuterà a distrarmi per poi riprendere il tutto più tardi.
A: piango e mi dispero
Azione di Fase P. Alternativa: chiamo un’amica e prendo accordi per una passeggiata e una ricapitolazione serale.
C: manca una settimana al mio esame, è domenica. Sono a casa, nella mia camera, mentre nel salotto ci sono ospiti.
E: paura, rabbia, ansia fortissima, tensione, frustrazione.
P: sono una buona a nulla, non riesco a terminare il mio capitolo. L’esame fallirà. Morirò.
Pensiero Alternativo: gli ospiti in salotto mi distraggono, sono molto stanca, è domenica, dovrei anche svagarmi. Ho ancora una settimana per l’esame. Forse studiare con qualcuno oppure uscire un po’ mi aiuterà a distrarmi per poi riprendere il tutto più tardi.
A: piango e mi dispero
Azione di Fase P. Alternativa: chiamo un’amica e prendo accordi per una passeggiata e una ricapitolazione serale.
Col pensiero e l’azione alternativa, il circolo vizioso che si
innescherà tenderà al benessere piuttosto che ad ulteriori frustrazioni e
malumori. E’ altrettanto vero, però, che chi pensa di “morire” per un
esame, o chi non riesce a parlare ad una segretaria, ha dei problemi
molto radicati che il pensiero alternativo, da solo, forse non riuscirà a
risolvere; in questi casi si dovrà agire correggendo direttamente la
credenza. In ogni modo, in tutti i disturbi d’ansia, lievi, moderati o
gravi che siano, il protocollo cepa con l’elaborazione di un pensiero
alternativo, è un’ottima strategia di supporto e certamente è un
eccellente mezzo per accrescere la propria autoconsapevolezza.
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