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mercoledì 16 gennaio 2013
sabato 8 dicembre 2012
BONUS BEBE' 2013, DOVE SI PUO' FARE DOMANDA
Il governo ha approvato il decreto per l'assegnazione del bonus bebè per le donne lavoratrici che diventeranno mamme nel 2013 e tutte si chiedono dove è possibile presentare la domanda
mercoledì 5 dicembre 2012
IN ARRIVO IL VACCINO CONTRO LA MENINGITE? SI ATTENDE L'APPROVAZIONE DEFINITIVA
ROMA - Una nuova tecnica molto sofisticata, la “reverse vaccinology”,
che parte dal genoma
martedì 20 novembre 2012
LA DIETA CHE AIUTA LA GRAVIDANZA: ECCO I CONSIGLI DI UN PORTALE SPECIALIZZATO
MILANO - Il tema è la maternità. Ma non solo. È la donna che vuole
bambini, ma che
martedì 28 agosto 2012
SALUTE, BAMBINI FIGLI UNICI HANNO IL 50% DI PROBABILITÀ IN PIÙ DI ESSERE OBESI
WASHINGTON - Essere figli unici aumenterebbe addirittura del 50% la probabilità di obesità nei bambini.
domenica 22 luglio 2012
BONUS BEBE' E ALTRE AGEVOLAZIONI: LA MAPPA REGIONE PER REGIONE
Bonus bebè, se ne parla tanto, le mamme lo chiedono e i governi che si succedono lo ripropongono o lo eliminano dalle politiche economiche a seconda della situazione finanziaria del Paese.
mercoledì 11 luglio 2012
lunedì 9 luglio 2012
CODACONS: "IL DIESEL È CANCEROGENO, SEQUESTRARE SUBITO TUTTI I VEICOLI"
MILANO- Il Codacons ha presenato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel
esistenti sul territorio della città di Milano e provincia,
martedì 19 giugno 2012
domenica 17 giugno 2012
FS, SCIOPERO TRENI IL 21-22 GIUGNO
sabato 16 giugno 2012
lunedì 21 maggio 2012
L'OVULAZIONE RENDE LE DONNE PIU' VULNERABILI
Uno studio internazionale mette in luce il tallone di Achille delle donne: il ciclo ovarico che, nella donna, gioca un ruolo importante nella suscettibilità alle infezioni
Attenzione a quando si è fertili. Non solo per una questione di periodo in cui si può restare incinta, ma anche perché – secondo un nuovo studio – si è più sensibili ai virus e di conseguenza soggette a prendersi delle infezioni, in particolare quelle a trasmissione sessuale o la Candida albicans.Tuttavia, una maggiore vulnerabilità del sistema immunitario espone al rischio di contrarre anche altri tipi di virus come, per esempio, quello dell'influenza.
A mettere sull’avviso tutte le donne in età fertile è uno studio internazionale condotto da un team di ricercatori spagnoli e austriaci, pubblicato sul Journal of Biology.
I risultati della ricerca suggeriscono che il ciclo ovarico della donna gioca un ruolo importante nella sua suscettibilità alle infezioni e che questa fase di coinvolgimento del sistema immunitario – reso meno attivo – abbia in realtà un fine riproduttivo poiché consentirebbe agli spermatozoi di avere più chances di fecondare l’ovulo – poiché meno minacciati dalla risposta immunitaria.
«Questa potrebbe essere una spiegazione del perché le femmine durante l’ovulazione sono più a rischio di essere affette da malattie a trasmissione sessuale come l’HIV o HPV», spiega il dottor Miguel Relloso, ricercatore del Laboratorio di Inmunobiologia Molecolare presso l’ospedale Gregorio Marañón e Università Complutense di Madrid (Spagna).
Lo studio è stato condotto su modello animale e ha mostrato come l’estradiolo – un ormone sessuale – faccia aumentare la suscettibilità sistemica alle infezioni fungine come per esempio la candidosi.
I test condotti hanno evidenziato che l’estradiolo può fare la differenza nella risposta immunitaria. Da qui si è compreso come e perché la donna durante questo periodo di ovulazione possa essere più facilmente attaccata dai virus.
Secondo gli esperti questa funzione dell’organismo che permette allo sperma maschile di sopravvivere il tempo necessario affinché l’ovulo possa essere fecondato, può anche aprire le porte ad altri tipi di infezione di cui lo sperma può essere portatore.
Occhio dunque ad avere rapporti sessuali non protetti – sempre, ma soprattutto durante il periodo di ovulazione.
CAFFE', MAMME INCINTE O CHE ALLATTANO: NIENTE EFFETTI NEGATIVI SUL BAMBINO
Un’assunzione moderata di caffeina in gravidanza o durante l’allattamento al seno non provocherebbe conseguenze negative sulla salute, l’emotività e sul sonno del bambino. Lo studio
In molti sono sempre stati convinti che la caffeina potesse avere effetti negativi sul bambino se ad assumerla era la mamma in gravidanza o che allatta. L’idea era che la sostanza ritenuta eccitante potesse passare dal latte materno al bambino, il quale ne avrebbe patito le conseguenze con uno stato di agitazione, irritabilità e mancanza di sonno.Oggi, un nuovo studio ha cercato di sfatare questo mito suggerendo che un’assunzione moderata non avrebbe conseguenze sul bambino.
Via libera dunque ai caffè anche per la mamma in gravidanza o che allatta? Sì, ma con giudizio. Se lo studio condotto dai ricercatori brasiliani della Federal University of Pelotas assolve la caffeina dalle possibili accuse di essere una sostanza con effetti negativi sui neonati allattati al seno, ricorda tuttavia che affinché la caffeina non sortisca questi effetti bisogna non eccedere con l’assunzione.
È naturale: ogni sostanza che si assume ha dei limiti entro i quali può diventare nociva. Poi c’è quella sostanza di cui si può assumerne più quantità e quella meno, ma il risultato è sempre lo stesso: nelle dosi adeguate va bene, e può anche essere benefica.
«Il consumo di caffeina durante la gravidanza e nelle madri che allattano non sembra avere conseguenze sul sonno dei bambini all’età di tre mesi», specifica la coordinatrice dello studio, dottoressa Ina Santos dopo aver preso in mano i risultati dell’indagine condotta su 885 neomamme. Le partecipanti avevano dovuto rispondere a un questionario che prevedeva lo stabilire se e quanta caffeina assumessero durante la gravidanza e dopo il parto. Allo stesso modo, sono stati analizzati i modelli di sonno dei neonati, fino all’età di tre mesi.
I ricercatori hanno avviato lo studio partendo proprio dall’ipotesi che frequenti risvegli notturni e disturbi del sonno nei bambini potessero essere indotti dalla caffeina.
Delle 885 mamme, 884 erano solite bere bevande a base di caffeina durante la gravidanza e dopo il parto. Le bevande più consumate erano il caffè e il Mate, particolarmente diffuso in Sud America.
Dai dati raccolti si è scoperto che le neomamme non erano tutte molto disciplinate in tale senso e circa il 20 percento di esse aveva assunto e assumeva dosi eccessive di caffeina – di cui almeno 300 mg al giorno. Delle partecipanti allo studio, poi, circa il 14 percento era solita bere grandi quantità di bevande contenenti caffeina fino ad almeno tre mesi dopo il parto – che era il periodo di tempo sotto esame.
Diciamo subito che qualche bambino (il 14 percento), nato dalle madri partecipanti allo studio, è stato classificato come tendente a frequenti risvegli notturni – mostrando di svegliarsi di notte almeno tre volte. Tuttavia, per il 41 percento dei bambini di queste madri, la media di risvegli notturni era di una sola volta. Il che fa presumere non vi fosse un nesso di causalità tra l’assunzione di caffeina e una maggiore difficoltà nel dormire, riporta la rivista Pediatrics su cui è stato pubblicato lo studio.
Gli stesse esperti ribadiscono che numerosi studio hanno suggerito che un consumo moderato di caffeina è da considerarsi sicuro durante la gravidanza e dopo. Fino a 300 mg al giorno, gli scienziati ritengono che la caffeina può essere ben tollerata dai bambini, tuttavia è bene tenere presente che ogni bambino è diverso e ci può essere quello più o meno sensibile; sta dunque alla mamma, magari con l’aiuto del pediatra, conoscere quali possono essere i limiti entro cui il bambino non ne risente.
giovedì 17 maggio 2012
TUTTO IL BENE DELLE LEZIONI DI MUSICA IN CULLA
Ascoltare musica in modo interattivo farebbe bene allo sviluppo cerebrale e comportamentale del bambino
MILANO - Non ci sarebbe solo l’ipotetico “effetto Mozart” secondo cui ascoltare i brani del compositore austriaco migliorerebbe le abilità cognitive. Per i più piccini, che ancora non camminano e pronunciano solo monosillabi, battere le mani su un tamburello per cercare di seguire il ritmo di filastrocche e ninna-nanne sarebbe più di un semplice divertimento; li renderebbe anche più positivi e comunicativi nei confronti di ciò che li circonda. Lo sostiene sulle riviste Developmental Science e Annals of the New York Academy of Sciences Laurel Trainer, direttrice del canadese McMaster Institute for Music and the Mind ed esperta di ricerche su musica e sviluppo mentale.
LEZIONI INTERATTIVE – Non si tratta però di ascoltare
semplicemente un’aria di Mozart o un celebre brano rock, ma piuttosto di
far partecipare attivamente i bambini a una lezione musicale
invitandoli a ritmare la melodia battendo su strumenti a percussione e
cercando di farli canticchiare. Tra i due approcci alla musica sembra
infatti esserci differenza. I ricercatori canadesi hanno osservato per
sei mesi le reazioni e il comportamento di bambini di meno di un anno
che frequentavano, insieme ai genitori, lezioni di musica interattive
oppure giocavano in un ambiente con un sottofondo musicale. I piccoli
guidati dagli esperti a un ascolto attivo di canzoncine non solo
sviluppavano più di chi sentiva musica in maniera passiva una preferenza
per le melodie più armoniche, ma mostravano anche una maggior capacità
comunicativa e un atteggiamento più positivo. «Questi piccoli - spiega
la Trainer - sorridevano più degli altri e sembravano più tranquilli
mostrando meno disagio nei confronti di cose e persone che non
conoscevano». Tali bambini sembravano anche più ricettivi verso gli
stimoli esterni e più pronti a interagire gesticolando e indicando gli
oggetti.
PLASTICITÀ CEREBRALE – Già in passato alcuni studi avevano
mostrato che la musica poteva avere un effetto positivo sul quoziente
intellettivo dei bambini in età scolare. La stessa Trainer nel 2006
aveva pubblicato una ricerca, su piccoli di età tra i quattro e i sei
anni, in cui mostrava che insegnare loro musica ne migliorava la memoria
e altre abilità cognitive. Ascoltare Mozart o Beethoven ha
intuitivamente l’effetto di calmare e alleviare lo stress, ma ciò che
sembra più importante è praticare attivamente l’arte musicale,
indipendentemente dal suo genere. Cimentarsi nel canto o nel suonare
anche in modo rudimentale uno strumento migliorerebbe le connessioni
cerebrali rendendo la mente più adattabile ai cambiamenti. «Il nostro
ultimo studio - continua l’esperta - mostra come il cervello dei bambini
esposto alla musica sia particolarmente plastico non solo quando il
piccolo fa le sue prime esperienze alla scuola materna, ma addirittura
prima che inizi a camminare e parlare». La teoria secondo cui la musica
sia in grado di migliorare le abilità cognitive non è una scienza
esatta, ma un insieme di teorie più o meno verificate. Non è difficile
però credere che ascoltare o provare a produrre una melodia stimoli la
creatività e possa rendere più sereni e positivi nei confronti degli
stimoli esterni. Canticchiare poi una canzoncina al proprio pargolo
ancora in fasce è uno dei modi più semplici e spontanei per comunicare
con lui e farlo interagire con noi.
"COCA COLA E ARANCIATA POSSONO DANNEGGIARE LA MEMORIA E IL CERVELLO"
Le perdite di memoria potrebbero essere legate all'assunzione smisurata
di bevande gassate con alto tazzo di zucchero. Questo il risultato di
uno studio portato avanti dall'Università della California, secondo il
quale gli zuccheri sintetici presenti nelle più popolari aranciate e
bevande al gusto cola possono compromettere seriamente varie funzioni
cerebrali. Lo studio è stato condotto somministrando bevande con molto
fruttosio a dei topi ed evidenzia che una dieta ad alto contenuto di
zuccheri sintetici influisce sulla capacità di imparare e ricordare. Il
tutto, sottolineano gli scienziati, non va considerata come una
demonizzazione del fruttosio: quello naturale contenuto nella frutta è
ricco di ossidanti. A finire sotto inchiesta è principalmente lo
sciroppo di mais, sei volte più dolce dello zucchero di canna e usato
smisuratamente nell'industria alimentare.
martedì 15 maggio 2012
ANDARE IN BICICLETTA RENDE PIÚ DIFFICILE L'ORGASMO FEMMINILE
YALE- Le donne che vanno in bicicletta con una certa frequenza hanno più difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Questo è quanto rivelato da una ricerca condotta dall'Università di Yale che ha scoperto che nel caso in cui il manubrio si trovasse in una posizione inferiore al sellino, verrebbe effettuata una pressione sui nervi e i vasi sanguigni della regione pelvica che ne diminuirebbe la sensibilità.
Lo studio, riportato dal Daily Mail, è stato condotto su 48 donne e ha dimostrato che «Il manubrio posizionato più in basso rispetto alla sella correlata aumenta la pressione sul perineo e una diminuzione della sensibilità vaginale anteriore e labiale genitale».
Ma niente paura per le amanti delle due ruote, pare sia sufficiente alzare il manubrio per limitare eventuali danni.
Lo studio, riportato dal Daily Mail, è stato condotto su 48 donne e ha dimostrato che «Il manubrio posizionato più in basso rispetto alla sella correlata aumenta la pressione sul perineo e una diminuzione della sensibilità vaginale anteriore e labiale genitale».
Ma niente paura per le amanti delle due ruote, pare sia sufficiente alzare il manubrio per limitare eventuali danni.
giovedì 10 maggio 2012
MASCHIO O FEMMINA?ECCO ALCUNI METODI PER INDIVIDUARLO!
ECCO DEI PICCOLI ACCORGIMENTI A CUI DOVETE PRESTARE ATTENZIONE
Pancia alto o bassa
Basta semplicemente abbassare lo sguardo: se la pancia è alta, prepara il fiocco rosa. Se è bassa, aspetti un maschietto.
Calmati cuore mio
La prossima volta che il medico misura il battito del bambino,
chiedigli di dirtelo. Secondo la leggenda, se ha più di 140 battiti al
minuto, è una femmina, meno è un maschio.
Agrodolce
Hai sempre voglia di gelato? Alcuni pensano voglia dire che è una
femmina. Se invece senti il bisogno di cose salate o amare, allora è un
maschio.
Ora del vasino
Fai la pipì in un vasetto (come hai fatto per tutte le visite
prenatali), mescolaci dentro un cucchiaio di Idraulico Liquido e vedi se
cambia colore. Verde = femmina. Blu = maschio.
Pari e dispari
Secondo la leggenda i Maya capivano il sesso del bambino controllando
l’età della madre e l’anno nel momento del concepimento. Se entrambi
erano pari, era una femmina. Se uno era pari e uno dispari, era un
maschio.
Svelare il mistero.
Questo è da far provare a un’amica. Metti una chiave davanti alla tua
amica incinta e chiedile di raccoglierla. Se la afferra dalla parte
sottile, sarà tutta bambole e pentoline. Se la raccoglie dalla parte
tonda, macchinine e animali.
Brufoletti
Se hai la faccia piena di brufoli, è colpa della tua bambina. Si
ritiene che le femmine rubino la bellezza alle madri, e quindi tu s ti
ritrovi brufolosa.
Il pendolo
Togliti la fede dal dito – se ci riesci ancora – e legala a un filo.
Fallo pendere sulla tua pancia. Se oscilla in cerchio, aspetti un
maschietto. Se va avanti e indietro, è una femminuccia.
Maledetta nausea
Nausee continue per tutto il primo trimestre e oltre? Sono segnali
femminili. Se ne hai poca o per niente, allora sarà un maschio.
MASCHIO O FEMMINA?
“Purché sia sano”. Sono molti i genitori che hanno pronunciato questa
frase ma sono altrettanto numerosi coloro che vorrebbero decidere se
avere un maschio o una femmina. Oggi sembra possibile decidere il sesso.
Vediamo cosa accade all’ovulo quando viene fecondato. Il corredo
genetico umano è composto da 23 paia di cromosomi disposti ad elica: il
DNA. Ogni paio di cromosomi porta con se una parte di informazioni:
materne e paterne. Tutti i somato-cromosomi sono simili tranne il 23°
paio, detto anche del sesso, nella donna è formato da due X e nell’uomo
da un X e un Y. Al momento della fecondazione possono verificarsi due
eventi: se l’ovulo è fecondato da uno spermatozoo che porta con se la X
nascerà una femminuccia, se l’ovulo è fecondato da uno spermatozoo a
cromosoma Y, nascerà un maschietto. Non esiste alcun metodo scientifico
in grado di stabilire il sesso del figlio desiderato. Tuttavia ricerche a
questo proposito sono in corso, non tanto per soddisfare i desideri dei
genitori, quanto per prevenire malattie ereditarie legate al sesso.
Alcune patologie vengono trasmesse dai geni codificati dalla X, altre
dalla Y, in questo caso favorire il sesso del nascituro potrebbe essere
rilevante. Gli studi in questione prendono in considerazione le
differenze tra gli spermatozoi Y e X: i primi sarebbero più piccoli ,
più svelti e meno resistenti, i secondi più lenti e più longevi.
Per avere un maschietto. Sono condizioni favorevoli i rapporti sessuali ravvicinati, o quelli che avvengono in coincidenza dell’ovulazione, il muco a pH basico facilita la corsa degli spermatozoi Y. Inoltre, se viene assunta durante l’orgasmo, una posizione che facilita la penetrazione profonda, si bypassa la parte iniziale della vagina il cui pH vira verso l’acido, nemico del cromosoma Y. Per diminuire l’acidità della vagina è consigliabile l’assunzione di alcuni cibi ricchi di sodio, potassio, ferro e zinco (tonno, arance, meloni, carote, spinaci.)
Per avere una femminuccia. In questo caso sembra giocare un ruolo decisivo la lentezza dell’unione tra spermatozoo e ovulo e questo può avvenire quando si hanno rapporti sessuali poco frequenti e se la penetrazione è poco profonda . Anche rapporti nel periodo pre-ovulatorio sono ottimali, il muco ha un pH più acido e meno penetrabile, quindi favorisce gli spermatozoi X, più forti. Per aumentare la probabilità di avere una bimba, deve essere mantenuto acido il campo vaginale, via libera quindi alle diete che stimolano un pH acido a livello della mucosa vaginale come il calcio, il magnesio e il rame (latte, formaggio, cavolo, yogurt, orzo, fagioli, albicocche ecc).
E’ bene ribadire che i risultati di questi metodi sono piuttosto incerti, perché influenzati da numerose variabili quali lo stress, l’ambiente e lo stile di vita. Si può comunque provare, l’importante è essere pronti a qualsiasi risultato!
Per avere un maschietto. Sono condizioni favorevoli i rapporti sessuali ravvicinati, o quelli che avvengono in coincidenza dell’ovulazione, il muco a pH basico facilita la corsa degli spermatozoi Y. Inoltre, se viene assunta durante l’orgasmo, una posizione che facilita la penetrazione profonda, si bypassa la parte iniziale della vagina il cui pH vira verso l’acido, nemico del cromosoma Y. Per diminuire l’acidità della vagina è consigliabile l’assunzione di alcuni cibi ricchi di sodio, potassio, ferro e zinco (tonno, arance, meloni, carote, spinaci.)
Per avere una femminuccia. In questo caso sembra giocare un ruolo decisivo la lentezza dell’unione tra spermatozoo e ovulo e questo può avvenire quando si hanno rapporti sessuali poco frequenti e se la penetrazione è poco profonda . Anche rapporti nel periodo pre-ovulatorio sono ottimali, il muco ha un pH più acido e meno penetrabile, quindi favorisce gli spermatozoi X, più forti. Per aumentare la probabilità di avere una bimba, deve essere mantenuto acido il campo vaginale, via libera quindi alle diete che stimolano un pH acido a livello della mucosa vaginale come il calcio, il magnesio e il rame (latte, formaggio, cavolo, yogurt, orzo, fagioli, albicocche ecc).
E’ bene ribadire che i risultati di questi metodi sono piuttosto incerti, perché influenzati da numerose variabili quali lo stress, l’ambiente e lo stile di vita. Si può comunque provare, l’importante è essere pronti a qualsiasi risultato!
RICONOSCIAMO I GIORNI PIU' FERTILI
Ogni donna in età riproduttiva è soggetta all’alternanza di giorni
fertili e meno fertili, a causa di una serie di modificazioni legate
agli ormoni. Conoscerli è importante, se si desidera progettare una
gravidanza.
Cosa avviene nel ciclo ovarico. Con la mestruazione ha inizio la fase pre-ovulatoria. L’ipofisi produce sia gonadotropine, sostanze attive sullo sviluppo dei follicoli che estrogeni, responsabili dell’accrescimento della mucosa uterina. Nelle donne con un ciclo regolare, l’ovulazione avviene il 14mo giorno dall’inizio della mestruazione precedente. L’ipofisi in questo periodo rilascia l’ormone luteinizzante, il quale libera l’ovulo e lo avvia verso le tube di Falloppio, luogo in cui avviene la fecondazione se lo spermatozoo è presente e vitale. I giorni fertili nell’arco dell’intero ciclo sono però più di uno, infatti, gli spermatozoi sopravvivono per circa 72 ore nell’ambiente vaginale, quindi la fecondazione può avvenire già a partire da tre giorni prima dell’ovulazione, fino al giorno seguente l’ovulazione stessa.
I segnali importanti. Alcune donne hanno un ciclo breve, inferiore ai 28 giorni ed altre superano i 30 giorni. Per riconoscere l’ovulazione è possibile basarsi sull’aspetto del muco cervicale. Durante l’ovulazione il muco assume il caratteristico aspetto “a bianco d’uovo”, trasparente e filante, creando l’ambiente idoneo per favorire la fecondazione. È anche utile misurare la temperatura basale, è bassa nei giorni precedenti e sale con un picco improvviso il giorno dell’ovulazione. La temperatura ad ovulazione completata si mantiene alta in modo costante. La temperatura deve essere rilevata tutti i giorni appena sveglie, prima di alzarsi dal letto e registrata su di un grafico, è possibile in questo modo individuare il giorno dell’ovulazione. Per la misurazione della temperatura esistono in farmacia dispositivi appositi.
Dei mini computer per la fertilità. Si può conoscere il giorno fertile anche con un mini computer, valuta il tipo di ormoni presenti nelle urine. Alcune gocce di urina sullo stick in dotazione rilevano la presenza degli ormoni E3G, un metabolita dell’estradiolo e l’ormone Lh luteinizzante. Memorizzando mensilmente le variazioni, il sistema è in grado di fornire quotidianamente le indicazioni sullo stato di fertilità attraverso l'accensione di spie colorate. Il mattino del giorno di inizio delle mestruazioni è necessario premere il tasto "m" per segnalare al monitor l’inizio del ciclo. Da questo momento in poi si deve controllare il monitor tutte le mattine per verificare quale spia è accesa. La spia verde segnala il giorno non fertile, la spia rossa il giorno in cui può avvenire il concepimento. Se la gravidanza e desiderata è necessario avere rapporti in quei giorni.
Cosa avviene nel ciclo ovarico. Con la mestruazione ha inizio la fase pre-ovulatoria. L’ipofisi produce sia gonadotropine, sostanze attive sullo sviluppo dei follicoli che estrogeni, responsabili dell’accrescimento della mucosa uterina. Nelle donne con un ciclo regolare, l’ovulazione avviene il 14mo giorno dall’inizio della mestruazione precedente. L’ipofisi in questo periodo rilascia l’ormone luteinizzante, il quale libera l’ovulo e lo avvia verso le tube di Falloppio, luogo in cui avviene la fecondazione se lo spermatozoo è presente e vitale. I giorni fertili nell’arco dell’intero ciclo sono però più di uno, infatti, gli spermatozoi sopravvivono per circa 72 ore nell’ambiente vaginale, quindi la fecondazione può avvenire già a partire da tre giorni prima dell’ovulazione, fino al giorno seguente l’ovulazione stessa.
I segnali importanti. Alcune donne hanno un ciclo breve, inferiore ai 28 giorni ed altre superano i 30 giorni. Per riconoscere l’ovulazione è possibile basarsi sull’aspetto del muco cervicale. Durante l’ovulazione il muco assume il caratteristico aspetto “a bianco d’uovo”, trasparente e filante, creando l’ambiente idoneo per favorire la fecondazione. È anche utile misurare la temperatura basale, è bassa nei giorni precedenti e sale con un picco improvviso il giorno dell’ovulazione. La temperatura ad ovulazione completata si mantiene alta in modo costante. La temperatura deve essere rilevata tutti i giorni appena sveglie, prima di alzarsi dal letto e registrata su di un grafico, è possibile in questo modo individuare il giorno dell’ovulazione. Per la misurazione della temperatura esistono in farmacia dispositivi appositi.
Dei mini computer per la fertilità. Si può conoscere il giorno fertile anche con un mini computer, valuta il tipo di ormoni presenti nelle urine. Alcune gocce di urina sullo stick in dotazione rilevano la presenza degli ormoni E3G, un metabolita dell’estradiolo e l’ormone Lh luteinizzante. Memorizzando mensilmente le variazioni, il sistema è in grado di fornire quotidianamente le indicazioni sullo stato di fertilità attraverso l'accensione di spie colorate. Il mattino del giorno di inizio delle mestruazioni è necessario premere il tasto "m" per segnalare al monitor l’inizio del ciclo. Da questo momento in poi si deve controllare il monitor tutte le mattine per verificare quale spia è accesa. La spia verde segnala il giorno non fertile, la spia rossa il giorno in cui può avvenire il concepimento. Se la gravidanza e desiderata è necessario avere rapporti in quei giorni.
ECCO A COSA SERVE L'ACIDO FOLICO
L’assunzione della vitamina B9, fin dalla fase del pre-concepimento,
aiuta le donne ad evitare complicazioni in gravidanza ed assicura al
bambino il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale. Questa
sostanza, identificata anche con il nome di vitamina B9, è necessaria
alla moltiplicazione cellulare è, infatti, essenziale per la sintesi del
DNA delle proteine e per la formazione dei globuli rossi del sangue. In
particolare influisce sulla formazione del sistema nervoso centrale,
cioè l’apparato che coordina tutte le attività dell’organismo. Diversi
studi hanno rivelato una stretta relazione, nella donna in stato
interessante, fra bassi livelli di acido folico nel sangue e presenza di
difetti del tubo neurale del feto. L’insufficienza di questa vitamina,
inoltre, sembra favorire la comparsa di altri problemi, tra cui: aborti
spontanei ripetuti, distacco della placenta e insorgenza della gestosi.
E’ dimostrato che l’assunzione quotidiana di acido folico durante la
gravidanza, è in grado di ridurre del 50-70% l’insorgenza di anomalie a
carico del sistema nervoso embrionale.
L’acido folico tra cibi e integrazione. Un’alimentazione completa ed equilibrata è in genere sufficiente a fornire il fabbisogno quotidiano, 0,2 mg, di acido folico. Sono particolarmente ricche della vitamina B9 le verdure a foglia verde consumate crude, la cottura distrugge la vitamina, i legumi, il fegato, alcuni tipi di frutta oleosa, il lievito di birra, le uova ed i cereali integrali. Il fabbisogno giornaliero aumenta in gravidanza, raggiungendo 0,4 mg al giorno. Ecco perché per sopperire alla carenza di acido folico vengono consigliati gli integratori specifici. In commercio vi sono prodotti che contengono la dose raccomandata giornaliera: 0,4 mg, l’equivalente di una capsula al giorno. Il ginecologo saprà suggerire il prodotto migliore.
Nel primo trimestre è essenziale. Il tubo neurale normalmente si chiude tra il 22° e il 29° giorno dal concepimento, l’integrazione di acido folico dovrebbe iniziare almeno un mese prima del concepimento continuando l’assunzione per i 2 o 3 mesi successivi. La dose raccomandata in gravidanza è di 0,4 mg al giorno e dovrebbe essere aumenta nelle donne che hanno già avuto una gravidanza complicata da uno sviluppo anomalo del sistema neurale. Iniziare la dose terapeutica dell’acido folico da uno a tre mesi prima del concepimento e fino al terzo mese di gravidanza riduce di circa l’80% la possibilità dell’evento sfavorevole. Assumere acido folico per un tempo più prolungato e a dosaggio maggiore non apporta nessun ulteriore beneficio.
L’acido folico tra cibi e integrazione. Un’alimentazione completa ed equilibrata è in genere sufficiente a fornire il fabbisogno quotidiano, 0,2 mg, di acido folico. Sono particolarmente ricche della vitamina B9 le verdure a foglia verde consumate crude, la cottura distrugge la vitamina, i legumi, il fegato, alcuni tipi di frutta oleosa, il lievito di birra, le uova ed i cereali integrali. Il fabbisogno giornaliero aumenta in gravidanza, raggiungendo 0,4 mg al giorno. Ecco perché per sopperire alla carenza di acido folico vengono consigliati gli integratori specifici. In commercio vi sono prodotti che contengono la dose raccomandata giornaliera: 0,4 mg, l’equivalente di una capsula al giorno. Il ginecologo saprà suggerire il prodotto migliore.
Nel primo trimestre è essenziale. Il tubo neurale normalmente si chiude tra il 22° e il 29° giorno dal concepimento, l’integrazione di acido folico dovrebbe iniziare almeno un mese prima del concepimento continuando l’assunzione per i 2 o 3 mesi successivi. La dose raccomandata in gravidanza è di 0,4 mg al giorno e dovrebbe essere aumenta nelle donne che hanno già avuto una gravidanza complicata da uno sviluppo anomalo del sistema neurale. Iniziare la dose terapeutica dell’acido folico da uno a tre mesi prima del concepimento e fino al terzo mese di gravidanza riduce di circa l’80% la possibilità dell’evento sfavorevole. Assumere acido folico per un tempo più prolungato e a dosaggio maggiore non apporta nessun ulteriore beneficio.
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