PARIGI - L'ultima lettera prima del suicidio: è il tema assegnato in Francia da un insegnante
per un compito in classe nel quale i suoi giovanissimi alunni dovevano
mettersi nei panni di un suicida. L'idea ha scatenato le polemiche. Scandalizzati,
i genitori hanno immediatamente contattato l'ispettorato e l'insegnante
di circa 30 anni è stato sospeso, almeno fino a quando le indagini non
avranno fatto chiarezza. Lo spunto per il tema - si legge sul quotidiano La Charente Libre
- era il seguente: «Avete appena compiuto 18 anni. Avete deciso di
farla finita con la vostra vita. La vostra decisione sembra
irrevocabile. Decidete in un ultimo slancio di scrivere le ragioni del
vostro gesto. Tracciando il vostro autoritratto, descrivete tutto il
disgusto che provate per voi stessi. Il testo dovrà evocare qualche
evento della vostra vita all'origine del vostro stato d'animo».
GENITORI SCANDALIZZATI «Che si possa proporre questo genere di argomento a ragazzini di 13-14 anni è disgustoso», attaccano i genitori in una lettera resa pubblica dal giornale. «Di solito - aggiungono - per educazione non abbiamo l'abitudine di mettere in discussione ciò che succede a scuola, ma ci sono dei limiti. Quale sarà il prossimo tema? Cosa provate quando vi fate male di proposito compiendo atti di autolesionismo? Vorremmo proprio capire...». Dopo le durissime proteste, l'insegnante sarà ascoltato dal direttore scolastico di Angouleme. L'obiettivo è capire quali erano «le sue intenzioni pedagogiche o educative», spiega Jean-Marie Renault, direttore scolastico della Charente, che si sta occupando della vicenda. In base alle sue spiegazioni, aggiunge, «vedremo se è il caso di procedere con provvedimenti disciplinari». In ogni caso, se ciò che è emerso fosse confermato, «possiamo soltanto essere molto sopresi (...) per il modo in cui la questione (del suicidio) è stata affrontata». I genitori non si capacitano. «Ciò che mi sciocca di più - dice Helene Ferrari, mamma di uno dei giovani - è il collegamento tra autobiografia e suicidio. Ci vuole una gran faccia tosta». Seconda causa di mortalità tra i giovani francesi, il tema del suicidio non era stata affrontata dall'insegnante nè prima nè dopo il compito in classe. «Quando il prof ci ha dato il tema, eravamo stupiti. Gli abbiamo fatto delle domande. Ma non ha voluto rispondere, ci ha detto solo 'È così », ha raccontato un ragazzino. Quando i compiti sono stati restituiti agli alunni, una mamma ha notato il seguente commento, annotato dall'insegnante: «Non abbastanza preciso». Per Jean-Jacques Hazan, che rappresenta i genitori, si è trattato di un esercizio «completamente folle». «Sono anni - aggiunge - che cerchiamo di riflettere su questa problematica e ora un professore chiede ai suoi alunni di mettersi nei panni di un suicida quando invece dovrebbero piuttosto starne lontano». A suo parere, questo tema potrebbe rivelarsi pericoloso, soprattutto se un adolescente avesse già pensato di togliersi la vita.
GENITORI SCANDALIZZATI «Che si possa proporre questo genere di argomento a ragazzini di 13-14 anni è disgustoso», attaccano i genitori in una lettera resa pubblica dal giornale. «Di solito - aggiungono - per educazione non abbiamo l'abitudine di mettere in discussione ciò che succede a scuola, ma ci sono dei limiti. Quale sarà il prossimo tema? Cosa provate quando vi fate male di proposito compiendo atti di autolesionismo? Vorremmo proprio capire...». Dopo le durissime proteste, l'insegnante sarà ascoltato dal direttore scolastico di Angouleme. L'obiettivo è capire quali erano «le sue intenzioni pedagogiche o educative», spiega Jean-Marie Renault, direttore scolastico della Charente, che si sta occupando della vicenda. In base alle sue spiegazioni, aggiunge, «vedremo se è il caso di procedere con provvedimenti disciplinari». In ogni caso, se ciò che è emerso fosse confermato, «possiamo soltanto essere molto sopresi (...) per il modo in cui la questione (del suicidio) è stata affrontata». I genitori non si capacitano. «Ciò che mi sciocca di più - dice Helene Ferrari, mamma di uno dei giovani - è il collegamento tra autobiografia e suicidio. Ci vuole una gran faccia tosta». Seconda causa di mortalità tra i giovani francesi, il tema del suicidio non era stata affrontata dall'insegnante nè prima nè dopo il compito in classe. «Quando il prof ci ha dato il tema, eravamo stupiti. Gli abbiamo fatto delle domande. Ma non ha voluto rispondere, ci ha detto solo 'È così », ha raccontato un ragazzino. Quando i compiti sono stati restituiti agli alunni, una mamma ha notato il seguente commento, annotato dall'insegnante: «Non abbastanza preciso». Per Jean-Jacques Hazan, che rappresenta i genitori, si è trattato di un esercizio «completamente folle». «Sono anni - aggiunge - che cerchiamo di riflettere su questa problematica e ora un professore chiede ai suoi alunni di mettersi nei panni di un suicida quando invece dovrebbero piuttosto starne lontano». A suo parere, questo tema potrebbe rivelarsi pericoloso, soprattutto se un adolescente avesse già pensato di togliersi la vita.
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